I carri di Salvatore Equizzi nella Palermo degli anni Cinquanta
Cari amici,
dopo la lunga pausa estiva Albatros riprende la sua attività presentandovi una serie di belle fotografie in bianco e nero relative alle sfilate di carri per le vie di Palermo negli anni 1950-60. Me le ha gentilmente inviate l’amico Rosario Equizzi, anche a nome di suo fratello Francesco, dicendomi che esse mostrano i carri addobbati dal loro padre, Salvatore Equizzi, esperto fioraio ed apprezzato poeta dialettale.
Salvatore Equizzi é scomparso prematuramente alcuni decenni or sono, ma ancora resta il ricordo delle sue creazioni floreali e dei suoi versi, anche per merito di Rosario e Francesco.
Rosario Equizzi insieme alle antiche fotografie, preziosi cimeli della sua famiglia, mi ha inviato anche il seguente scritto:
LA SFILATA A PALERMO DEI CARRI ALLEGORICI ADDOBBATI CON FIORI
Il concorso era diviso per categorie: lambrette – macchine – carri. Mio padre, Salvatore Equizzi, poeta e fioraio, partecipava ad almeno due delle categorie e quasi sempre “beccava” un premio. Questi sono menzionati in calce al volume “
L’ideatore e l’artefice di tutti i lavori floreali era mio padre. Ma se per una lambretta bastava lui solo, per un carro occorrevano molte persone. Chi erano? Amici, parenti e vicini, tutti volontari non retribuiti, che poi assumevano pure il compito di scortare i carri a turno per evitare che venissero rovinati e per
Mio padre molti mesi prima partoriva l’idea e ne parlava in segreto con parenti e amici intimi per studiarne la realizzazione. Per quanto riguardava i carri allegorici occorrevano molti collaboratori e molte braccia per mettere su l’impalcatura, cioè la struttura dell’allegoria. Vorrei citarli tutti, ma non posso; mi preme ricordare almeno tre persone per l’importanza che ricoprivano. I miei due cugini geometri, miei omonimi Rosario Equizzi (uno assunto dalla Provincia come geometra, l’altro, laureatosi in Ingegneria fu poi Direttore Comp. della Motorizzazione) entrambi defunti. Essi avevano il compito della progettazione e la responsabilità della stabilità delle strutture e dei lavori di precisione (per esempio il librone con la scritta “C’era una volta” è opera loro). Il terzo voglio ricordarlo come simbolo di tutta la manovalanza: Antonio Lo Coco, un parente ciabattino che ci “faceva le scarpe” su misura. Sicuramente come sapeva “piantarci i chiodi” non sapeva farlo nessuno.
Il concentramento dei carri avveniva a Piazza Croci, dove venivano dati i cartellini con i numeri per categoria. Il corteo sfilava per Viale della Libertà, Via R. Settimo, Via Maqueda, Piazza G. Cesare, ritornava fino al Politeama e poi si dirigeva verso Via F.sco Crispi. Al Foro Italico sul palchetto della Musica prendeva posto la giuria che assegnava i premi. I soldi dei premi servivano a pagare le spese del materiale, il noleggio del trattore e del pianale gommato e i fiori.
Per concludere, una curiosità: il carro di Giulietta e Romeo (interpretati da un’amichetta e da mio fratello Andrea, salesiano defunto) ottenne solo il terzo premio (per me meritava il primo premio) perché invece delle trecce di Giulietta c’era una scaletta (o, come penso io, perché gli fu assegnato il numero 17?). Rosario Equizzi Cordialissimi saluti anche da Francesco Equizzi
2) Ancora il carro di Giulietta e Romeo
3) La perla di Palermo
4) C’era una volta
5) Il raduno dei carri a Piazza Croci
6) Festival del fiore (con Rita Equizzi. Accanto al carro Salvatore Equizzi)
7) Rita Equizzi sul carro del Festival del fiore)
8 Barca trainata da farfalle (con Rosario e Rita Equizzi)
9) Sicilia pittoresca
10)
Posted: settembre 24th, 2009 under Foto antiche.
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