Letteratura Arte Fotografia - Chiacchierate di Simone con gli amici.

Atlantide. Mito o realtà?

Thomas Cole, Atlantide

Atlantide come l’ha immaginata il pittore americano Thomas Cole (1801-1848)

Quello di Atlantide è uno dei grandi misteri della storia, per i quali l’uomo non ha mai saputo trovare una spiegazione inoppugnabile. Si tramanda che in tempi molto antichi vi era una grande isola, sede di una raffinatissima civiltà, che per un cataclisma fu sommersa dalle acque e rimase sepolta in fondo al mare. Nessuno sa dire con esattezza se e dove sia esistita quest’isola (che qualcuno, data la sua estensione, chiama continente); pertanto nei secoli è stato un continuo gareggiare da parte di studiosi e di scienziati, o semplicemente di appassionati, per cercare di dare una precisa collocazione a questa terra misteriosa.

Il primo a parlarcene è stato il filosofo Platone, il quale racconta in alcune sue opere che il saggio Solone, trovandosi in Egitto, si vantava delle antiche origini della civiltà ateniese. Uno dei sacerdoti egiziani gli fece notare che c’era stata una civiltà molto più antica, scomparsa improvvisamente in un solo giorno.  Quel sacerdote descriveva nei minimi particolari la conformazione di quella terra e il modo di vivere dei suoi abitanti. Quello era il regno di Atlantide.

Platone presenta quell’isola con queste parole:: “Oltre quello stretto denominato Colonne d’Ercole c’era un’isola più grande della Libia e dell’Asia messe insieme, e da essa si potevano raggiungere altre isole e da queste isole si poteva arrivare alla terraferma, che stava di fronte… In quell’isola, chiamata Atlantide, v’ era un regno che dominava non solo tutta l’isola, ma anche numerose altre isole e alcune regioni del continente che stava di fronte. Il suo potere giungeva, inoltre, al di qua delle Colonne d’Ercole includendo la Libia, l’Egitto e altre regioni dell’Europa… Novemila anni addietro quell’isola e i suoi abitanti scomparvero a causa di uno spaventoso cataclisma.”

In seguito il filosofo passa ad una particolareggiata descrizione dei luoghi dicendo che “dal mare, verso il mezzo dell’intera isola, si estendeva una pianura; la più bella e la più fertile di tutte le pianure, e sorgeva un monte non molto elevato… ”  Atlantide, come c’informa ancora Platone, era caratterizzata dalla presenza di numerosi e ampi canali, possedeva miniere di metalli utili o preziosi e produceva grano e frutti in abbondanza. Il filosofo ateniese ci dice anche che gli Atlantidi costruivano grandi e belle opere pubbliche e che avevano una eccellente organizzazione politico-militare. Essi possedevano un esercito di valorosi guerrieri e, poco prima del cataclisma, avevano perfino tentato di sottomettere la Grecia. 

Alcuni studiosi pensano che quello di Atllantide sia uno dei miti di Platone, il quale a volte amava dare forza ai suoi concetti servendosi di racconti favolosi. In questo mio blog ho parlato una volta del Mito della caverna (Vedi “I due mondi di Platone” in Cultura classica). Altri, invece pensano che Platone abbia ripreso un’antichissima tradizione le cui origini si perdono nella notte dei tempi.

Le leggende e le tradizioni nascono spesso da fatti veri, che con il passare di molto tempo diventano mitici, favolosi, irreali.  Porto l’esempio del diluvio universale; esso fa pensare all’epoca antichissima in cui si sciolsero i ghiacciai con aumento del livello del mare e conseguente scomparsa delle terre meno elevate. Qualcosa del genere può essere accaduto con Atlantide.  Non è assurdo pensare che una raffinata civiltà sia scomparsa per lo scioglimento dei ghiacciai alla fine delle grandi glaciazioni. E’ anche possibile che la causa della sua fine sia stato un fortissimo terremoto seguito da una gigantesca onda anomala, quella che oggi chiamiamo tsunami.

Ammesso che sia veramente esistita,  si deve riconoscere che Atlantide é scomparsa geograficamente, ma ha continuato a vivere nella memoria degli uomini per arrivare a Platone e, attraverso i suoi scritti, fino ai nostri giorni.

 Ora la domanda che gli studiosi si pongono da sempre senza trovare risposta: dove sorgeva Atlantide? Platone dice che si trovava oltre le colonne d’Ercole, ossia dopo lo stretto di Gibilterra, quindi si è pensato alle isole Canarie o alle Azzorre; qualcuno si è spinto più avanti ed é arrivato alla Bolivia. Qualcuno andando ancora più avanti, ha visto Atlantide nella Terra del fuoco, un’isola che si trova s a sud dell’America meridionale. Ci ha messo mano anche un sensitivo, il quale ha “visto” che Atlantide sorgeva nel mar dei Sargassi, che si trova nella parte settentrionale dell’Oceano Atlantico.

C’è, poi, chi è convinto che le colonne d’Ercole non erano nell’odierno Stretto di Gibilterra, ma nel Canale di Sicilia, in tempi remoti meno largo di oggi in quanto alcune terre non erano ancora state sommerse dal mare. In questo caso oltre le colonne d’Ercole si troverebbe una grande isola, la Sardegna, mentre la terraferma di fronte, della quale parla Platone, sarebbe la penisola iberica. E’, dunque, la Sardegna ciò che rimane della mitica Atlantide? E’, per altro, storicamente accertato che in epoca lontana ci fu nel Mediterraneo un fortissimo terremoto seguito da una gigantesca onda anomala,  E’ possibile, dunque, che un vasto territorio di questo mare, abitato da un popolo molto civilizzato, sia stato inghiottito dalle acque.

Recentemente per sciogliere l’enigma di Atlantide si è fatto ricorso alle speciali mappe di Google che, con l’ausilio dei satelliti, riesce a guardare anche nelle profondità marine. Queste osservazioni hanno consentito di scoprire sotto l’Oceano Atlantico, al largo dell’Africa, un’ampia struttura rettangolare simile ad una città. Sarà questa la capitale del mitico regno scomparso?  Se è così vi lascio immaginare la gioia di quelli che credono nell’esistenza di Atlantide (io sono fra questi) e la delusione di chi ha voluto considerare quella terra frutto della fantasia.
Google. comunque, ha negato che l’immagine rilevata nell’Atlantico possa riferirsi ad una città sommersa e ha detto che si tratta, piuttosto, di un effetto ottico.  Basta la smentita di Google a spegnere le illusioni di chi aveva salutato con entusiasmo questo evento? La speranza, si sa, é sempre l’ultima a morire.

Di Atlantide si sono occupati in quasi due millenni e mezzo filosofi e scienziati, a cominciare da Aristotile, che non credette al racconto del suo maestro, Platone. Inoltre questa leggenda ha ispirato anche scrittori. pittori e musicisti. Se ne sono impossessati pure cineasti e fumettisti e, recentemente è entrata anche nei videogiochi.  Nel 2004  le Isole Fær, che costituiscono una regione autonoma del regno di Danimarca, hanno emesso un francobollo dedicato al  mito di Atlantide.

Commenti

Commento scritto da elen@sja
Data: 10 febbraio 2010, 18:57

fantastico!
amo qst storie enigmatike e misteriose!
ma sai Simone, ho letto da qlk parte ke si suppone ke sia prp la sardegna un resto dell atlantide! e adexo ke lo leggo anke dal tuo scritto rimango incuriosita ancora d più!
io credo alla storia dell atlantide,xkè,cmq,in ogni “favola” si nasconde sempre la verità! …e del google earth prp nn sapevo nulla,mi kiedo,ma nel fondo marino,nn è stato mai trovato nulla ke poxa exere collegato ad atlantide!?
ad esempio i bronzi d riace…?..potrebbe exere un resto d qll terra!? or nn corrisponde l era!?
insomma,qnt curiosità….
Simone,grazie x aver parlato d qst argomento,e ora…aspetto le altre “ipotesi” dei ns amici! li leggerò cn interexe!
saluti elena

Commento scritto da claudia
Data: 10 febbraio 2010, 22:13

Ecco aprire e leggere questo argomento così interessante é una bella sorpresa.
Elena tu aspetti altre ipotesi?
Ma ne ho letto tante, ed alla fine si fa una gran confusione: certo ll’ipotesi più accreditata é quella del terremoto ma potrebbe essere anche quella che fa riferimento al diluvio universale.
Il diluvio unversale non si trova soltanto nei racconti della Bibbia, ma un pò tutti i popoli, greci, asiatici, parlano di un diluvio che sommerse le terre.
Se si pensa che nei tempi antichissimi la terra conosciuta era in pratica quella che ruotava intorno al Mediterraneo viene da pensare che quel diluvio universale possa essere stato un lungo periodo di pioggia con tsunami e terremoto che, logicamente devastò, o sommerse un’ampia terra conosciuta, appunto Atlantide.
Credo che possa essere vero perché come dice il nostro Prof. alla base di ogni diceria c’é sempre un fondamento di verità, anche se piccolo.
Del resto bisogna ricordare che una volta, prima della civilissima Grecia, i racconti venivano trasmessi in forma orale e quindi nulla di più probabile che una inondazione di qualche importanza nel passare del tempo sia diventata una specie di fine del mondo.
Spero proprio che con Google si riesca ad individuare Atlantide.

Commento scritto da Fefé
Data: 11 febbraio 2010, 10:20

Chi di noi, da ragazzo, avendo letto del mito di Atlantide, non si è lasciato affascinare dalla storia di questa terra sommersa? Specialmente da giovani la fantasia galoppa alla velocità della luce ed anche i sogni diventano realtà. Fortuna dell’uomo e del mondo la fantasia. Senza di essa, forse, non vi sarebbero poeti, scienziati, letterati. Sicuramente migliaia le invenzioni che non si sarebbero realizzate.
Atlantide: non ho mai approfondito eccessivamente la leggenda. Oggi, razionalmente, credo che tante siano le terre sommerse dagli sconvolgimenti della natura che abbiano dato origine alla leggenda. Certamente, nel tempo, la scienza avrà modo di illuminarci sulla reale esistenza di Atlantide. Noi non possiamo però non valutare come nel tempo le realtà, specialmente se trasmesse verbalmente da generazione in generazione, si possano trasformare . E’ nella natura di taluni raccontare i fatti ingigantendoli. Quando una storia si trasmette poi nei millenni, si può immaginare come un’isola dalle dimensioni di Pantelleria possa diventare un continente!
Da queste mie poche righe si intuisce facilmente chi sia il poeta tra il Professore ed il sottoscritto. Ciao Simone.
Fefé

Commento scritto da Mariano
Data: 11 febbraio 2010, 20:20

Non so che cosa poter dire. E’ tutto chiaro e lampante. Abbiamo la scelta di credere che questa terra sia esistita effettivamente o di accogliere l’esposizione come una elaborazione di fantasia. Non si rischia nulla. Aspettiamo che i veicoli spaziali moderni ci svelino il segreto. Frattanto leggo e rileggo quello che Simone ha scritto e penso quasi anch’io che Atlantide abbia fatto parte di questo pianeta; non per convinzione, ma perché il fascino della lettura mi restituisce il mondo fiabesco dell’infanzia. In esso si ristora il mio spirito. Una considerazione: l’annullamento di questo continente risale a migliaia e migliaia di anni e la sua gente, insieme ad altri miliardi di popoli estinti, deve trovarsi oggi in quel Paradiso in cui anche noi prossimamente vorremmo dimorare senza limite di tempo. Non riesco a concepire, allora, la grandezza del Regno di Dio, se si tiene conto che l’uomo, dopo la morte, torna in vita anche fisicamente. Questo mi sconforta. Nessuno deve sentirsi obbligato a chiarire il mio pensiero.
Cari saluti a tutti. Mariano

P.S Non sono due settimane che avevo cercato la voce “Atlantide” su Wikipedia. Albatros mi sorprende oggi con una grande pagina dedicata ad essa. E’ telepatia?

Commento scritto da Simone
Data: 14 febbraio 2010, 09:13

Cara Elena, l’ipotesi che Atlantide sia stata l’odierna Sardegna è abbastanza accreditata. Se essa fosse vera, gli Atlantidi potrebbero essere i costruttori degli antichissimi nuraghi sardi. Pensa che molti nuraghi sono in parte sepolti da trenta metri di terra e danneggiati nella parte rivolta verso il Golfo di Cagliari, come se un’immane forza si fosse abbattuta su di essi. E’ possibile che siano stati investiti da un violentissimo tsunami?
Tuttavia nessuna certezza ci conforta, perché non ci sono reperti sotterranei o marini idonei a condurci infallibilmente alla verità su quel misteriso popolo.
Non si possono accostare i “Bronzi di Riace” ad Atlantide perché sono di origine greca, senza ombra di dubbio.

Cara Claudia, dici bene. Quando gli avvenimenti si tramandano attraverso la scrittura restano pressoché immutati, mentre quelli trasmessi dalla tradizione orale cambiano nel tempo o perché il narratore ricorda male o perché ci mette la sua fantasia e con il passare dei millenni un evento si trasforma molto, anche se nella sostanza rimane quello originario.

Caro Mariano, capisco il problema che ti poni, ma francamente non so che cosa dirti. Io sono dell’idea che possono essere oggetto di discussione le cose delle quali abbiamo esperienza diretta. Del mondo ultraterreno abbiamo solo le informazioni che ci fornisce la Chiesa, ma nessuno può dire per esperienza personale com’è fatto. Un giorno (speriamo molto lontano) sapremo, ma non potremo scriverlo su Albatros!

Caro Fefé, come ho detto a Claudia, il documento scritto fissa per sempre un evento e nei secoli lo trasmette immutato. La stessa cosa non si può dire per la tradizione orale. Quello che tu hai scritto a proposito di Pantelleria mi ricorda un aneddoto simpaticissimo: al porto è caduto un uovo, si diceva; in periferia quella notizia di poco conto, passando di bocca in bocca, è diventata questa: al porto è caduto un uomo. E poi si aggiungevano vari particolari: quanti figli aveva, quale lavoro faceva, chi era la moglie, ecc.
Condivido quello che hai detto a proposito della fantasia. La vita sarebbe monotona e triste senza questa meravigliosa dote in possesso degli uomini. Però vorrei aggiungere questa osservazione: la fantasia è un cavallo selvaggio, se non lo controlliamo ci sfugge dalle mani e può fare grossi danni.

Cari amici, prima di concludere le mie riflessioni su uno dei più grandi misteri della storia mi piace farvi leggere questo avvincente pensiero di Albert Einstein: “La cosa più bella che possiamo sperimentare è il mistero; è la fonte di ogni vera arte e di ogni vera scienza. L’essere che non conosce questa emozione, che è incapace di fermarsi per lo stupore e restare avvolto dal timore reverenziale, è come un morto.”
Pensate che queste parole sono state pronunziate da un grande scienziato, portato per natura a servirsi della ragione. Non è sorprendente?
Un caro saluto a tutti e arrivederci alla prossima occasione. Sto preparando un’altra sorpresa per voi. Simone

Commento scritto da Jerry
Data: 15 febbraio 2010, 06:40

Ciao Simone,
Questa sera sto` a guardare le olimpiade in tv, e sono enrato su Albatros, leggendo la tua risposta a Fefe su Atlantis, mi hai fatto rcordare la Sicilia del 50-60 quando non c’erano ne` televisori o telefoni.
Quache mattina passava dalla strada una persona dicendo che gnura Maria era cascata!.Quest’altra a sua volta andava da un’altra dicendo la stessa cosa ,l’altra domanda: si! e chi si fici? quella non sapendo nulla, imbarazzata rispondeva: mi sembra ca si ruppi na manu, poi la notizia si spargeva per tutto il paese che gnura Maria l’avevano portata all’ospedale di Agrigento con: una manu rutta, pedi ruttu ,la testa infasciata, lu sangu ca curriva da tutti li parti , insomma tutta fantasia orale.
La gnura Maria, era veramenta cascata , ma` stava a casa con qualche dolorino, ma` niente di rotto.
Ritorno a guardare le olimpiade.
Ciao,Jerry

Commento scritto da Simone
Data: 15 febbraio 2010, 20:07

Ciao. Jerry. Le tue visite sono sempre molto gradite. Questa volta hai portato un simpatico contributo in quanto l’aneddoto, da me presentato in modo conciso e in lingua italiana, é stato da te raccontato nel nostro dialetto, molto espressivo, e con ricchezza di particolari.
Ti aspetto per altre chiacchierate.
Un cordiale saluto. Simone

Commento scritto da claudia
Data: 9 marzo 2010, 18:58

Jerry nel leggere il tuo scritto mi é venuto in mente un gioco che facevamo da piccoli, si ,quando non c’era la televisione e si trascorreva il tempo in relazione con gli altri.
Il gioco si chiamava il telefono: un bambino sussurrava all’orecchio del compagno una parola e da bocca ad orecchio si arrivava alla fine della fila dei bambini e si scopriva quale era la parola iniziale e quale la finale con grandi risate di noi tutti.

Commento scritto da Sergio Cobelli
Data: 17 giugno 2010, 16:28

Caro Simone,
io arrivo sempre in ritardo a leggere le ultimissime, “the latest news” come dicono gli inglesi. Non commento il tuo scritto su Atlandide, comunque esauriente come sempre.
Dici che non potremo parlare del mondo ultraterreno su Albatros, perchè no? Se fra cent’anni o più tu potrai comunicare in qualche modo la tua esperienza ultraterrena ai tuoi pronipoti,loro la passeranno su Albatros e i pronipoti di noi lettori, la leggeranno… Ti saluto Sergio

Commento scritto da Simone
Data: 18 giugno 2010, 22:06

Caro Sergio.
mi é piaciuta molto la tua riflessione. Dunque i miei pronipoti pubblicheranno su Albatros le informazioni ricevute da me (attraverso il tavolino a tre gambe?), in modo che finalmente i pronipoti di voi lettori sappiano com’é andata la vicenda di Atlantide. A questo punto é d’obbligo esclamare: “Lunga vita ad Albatros!”
Un cordiale saluto. Simone

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